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Monte Olmi Amarone
I vini simbolo della valpolicella: Amarone e Recioto pagina 1 - pagina 2 - pagina 3

L'Amarone e la sua storia

L'Amarone della Valpolicella, oggi unanimemente considerato come il più pregiato dei vini veronesi e come uno dei più importanti rossi italiani, apprezzato dai più esigenti consumatori di tutto il mondo, nasce dall'evoluzione del Recioto, vino tra i più antichi della nostra storia vitivinicola. Nel quarto secolo dopo Cristo, Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, descrive in una lettera un vino ottenuto con una speciale tecnica d'appassimento delle uve, chiamato allora Acinatico, prodotto in quel territorio denominato Valpolicella (nome che secondo alcuni deriverebbe dal latino "Vallis-polis-cellae" e potrebbe significare "Valli dalle molte cantine").

Dal Recioto all'Amarone

L'Acinatico è senza dubbio l'antenato del Recioto e dell'Amarone. Un tempo in Valpolicella era prodotto solo il Recioto, ma con il passare del tempo ed il mutare delle stagioni, le uve, sebbene lavorate nella stessa maniera, diedero progressivamente vita, a seguito della fermentazione, ad un vino notevolmente più secco rispetto all'originario. Se all'inizio questa trasformazione poteva rappresentare un problema, questo Recioto completamente secco e quindi amaro, piuttosto che dolce, s'impose facilmente e venne sempre più apprezzato e richiesto. Nacque così, prendendo il nome dalla sua caratteristica vena amarognola, l'Amarone, i cui primi esemplari presero ad essere imbottigliati solo nei primi anni del Novecento per un uso familiare o destinati agli amici. La commercializzazione vera e propria ebbe però inizio solo nel dopoguerra e nel 1968 arrivò il riconoscimento della Denominazione d'origine controllata (DOC). Nell'ambito del panorama vitivinicolo della Valpolicella l'Amarone rappresenta solo una piccola percentuale e sebbene dalla seconda metà degli anni Novanta la produzione sia sensibilmente aumentata, trattandosi di un prodotto che richiede un'altissima qualità delle uve ed una cura minuziosa e pressoché artigianale, la quantità di vino rimarrà sempre limitata rispetto ai Valpolicella, classico e classico superiore, veri e propri vini simbolo e punti di forza della zona. Per la produzione dell'Amarone e del Recioto della Valpolicella è prevista la messa a riposo di un quantitativo d'uve non superiore al 70% della produzione massima ammissibile che il disciplinare limita a 120 quintali ad ettaro.

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