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Rosso Fabriseria
Rosso Fabriseria: un vino moderno che profuma d'antico

La Valpolicella Classica è conosciuta ed apprezzata nel mondo per i pregevoli vini prodotti con le varietà d'uva tipiche della zona (Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Dindarella, Negrara, Rossignola, Oseleta, Forselina). La presenza del vigneto in questa zona risale ad epoche antiche, come sappiamo da testimonianze raccolte nei secoli. Così i vini Valpolicella, Recioto e Amarone possono essere considerati i discendenti dell'antico vino "retico", di origini romane, e dell'"acinatico", celebrato dai Longobardi. Il vino "retico", osannato dai poeti latini, era famoso agli imperatori di Roma, mentre l'"acinatico" suscitò l'interesse del sommo scrittore di storia e di filosofia Cassiodoro, ministro di Re Teodorico.

La nostra azienda, che da cinque generazioni opera in Valpolicella e sui vini da appassimento, l'Amarone ed il Recioto, ha costruito gran parte della propria immagine, ha per lungo tempo vissuto quasi come una limitazione il fatto di dover obbligatoriamente scegliere tra la semplicità dei Valpolicella, la maggiore complessità dei Valpolicella "ripasso" e Valpolicella superiore e la grandezza dei vini da appassimento. Sino a che, alcuni anni orsono, decise di intraprendere una via nuova, che intendeva conciliare tradizione e innovazione. L'idea era di mantenere l'impianto base, in altre parole l'uvaggio classico dei vini del territorio, lavorando in pratica su Corvina, Corvinone e Rondinella, riducendo il contributo della Molinara e d'altre uve minori della zona al 5% e aggiungendo un cinque per cento di quel Cabernet Sauvignon, del resto previsto nel disciplinare di produzione, e invece di mettere le uve sui graticci per alcuni mesi e poi vinificarle in gennaio dopo l'appassimento, utilizzarle come accade nei Valpolicella base e nei grandi vini rossi del resto d'Italia, ma ricercando un'importanza, una ricchezza, una struttura, una personalità da Amarone.

E' così nato, presentato per la prima volta con l'annata 1997, il Rosso La Fabriseria, un vino da tavola, una sorta di "Super Venetian Red", che prende nome dal Consiglio pastorale della Chiesa di Pedemonte. Sin dai primi del secolo, quando a reggere le sorti in azienda era Riccardo senior, padre di Renzo e nonno del giovane enologo Riccardo, era simpatica consuetudine che i consiglieri partecipanti alle riunioni della Fabriseria portassero ognuno la migliore bottiglia di cui disponevano, per poter brindare una volta terminate le discussioni. Questi vini "del privilegio" erano ricordati come i "vin de la fabriseria", ed ecco pertanto l'idea di recuperare questa simpatica dicitura per una linea di vini molto particolari. Linea che attualmente prevede un bianco passito da uve Garganega e Saorin (il Vin de la Fabriseria), un particolare Amarone "riserva" e appunto il Rosso. La Valpolicella è ricca anche di monumenti, oggetti d'arte e strutture architettoniche, veri e propri gioielli del territorio veronese e testimonianza del passaggio di antiche civiltà. La nostra famiglia è presente ed opera in Valpolicella fin dalla prima metà del XVII secolo. Questo legame con la nostra terra ci ha spinto a riscoprire alcuni monumenti e a proporre la raffigurazione di un particolare in un'etichetta diversa per ogni annata del Rosso La Fabriseria, per farli conoscere agli amanti del buon vino.

Abbiamo proposto in questa prima raccolta le quattro Pievi della Valpolicella:
la Pieve di San Martino di Negrar
la Pieve di Arbizzano,
la Pieve di San Giorgio Ingannapoltron
la Pieve di San Floriano.

Non solo vino, insomma, ma anche un viaggio alla riscoperta dell'arte che ha portato alla realizzazione della monografia "Profumi d'antico in Valpolicella: le Pievi", alla cui realizzazione hanno collaborato in particolare il signor Sandro Scevaroli e il signor PierPaolo Brugnoli, che desideriamo ringraziare in questa sede.