Azienda

 

La Storia

La nostra famiglia, che vanta una storia vinicola lunga quasi quattro secoli, ha creduto nella grande ricchezza della produzione vinicola della Valpolicella e l’ha recuperata in chiave moderna, adottando i più innovativi metodi di produzione.

Rispettando e valorizzando il territorio produciamo vini potenti, eleganti e dotati di grande personalità e tipicità.
Il colore, l’aroma e il gusto dei nostri vini vi faranno conoscere il carattere forte e l’amore degli uomini che li producono, la dolcezza delle colline dove crescono le nostre uve e la ricchezza e complessità del grande patrimonio di cultura e tradizione conservato in Valpolicella nei secoli.

L’attenzione alla tradizione, l’orientamento all’innovazione, la conoscenza del territorio sono gli elementi che definiscono la nostra identità aziendale.
Il territorio è l’elemento su cui si fonda la nostra identità, e la base da cui partiamo per innalzare costantemente gli standard di qualità della nostra produzione.
In questa prospettiva, abbiamo lavorato e lavoriamo per conoscerlo e valorizzare le sue potenzialità, rispettandone inclinazioni e tempi.

Perché, per fare grandi vini, come l’Amarone, ci vogliono dedizione e pazienza; quella pazienza che da sempre accompagna la passione per la nostra terra e soprattutto per la Valpolicella e quella dedizione che per noi significa sollecitudine, nel fare e nel prendersi cura, ed attenzione, al dettaglio e alle attitudini.

Questi valori, si traducono in uno stile, lo stile Tedeschi, uno stile fedele al territorio e ai vitigni autoctoni e capace di interpretare al meglio ogni singola vendemmia in modo che anche l’andamento della stagione diventi parte integrante del vino.
Uno stile nato nei primi anni ’60, quando Lorenzo Tedeschi ebbe la felice intuizione di vinificare separatamente le uve del vigneto Monte Olmi dando origine a uno dei primissimi cru della Valpolicella ed a un vino che è diventato il porta bandiera dell’azienda.

Siamo convinti che ogni nostro vino debba essere un vero figlio della nostra terra e della nostra storia. L’autenticità dei nostri vini nasce da 400 anni di passione viva e di ricerca attenta condotta nei nostri vigneti in Valpolicella”.

La Famiglia

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Lorenzo e Bruna Tedeschi

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Antonietta Tedeschi

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Sabrina Tedeschi

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Riccardo Tedeschi

La cantina

La cantina Tedeschi è situata nel centro di Pedemonte di Valpolicella. La sala di fermentazione, recentemente rinnovata, dispone di fermentini orizzontali che permettono una perfetta estrazione dalle bucce grazie a un’opportuna programmazione dei rimontaggi e dei movimenti della massa solida. La cantina dispone anche di fermentini verticali dove è possibile effettuare follatura per mezzo di un pistone meccanico. Tutti i recipienti sono controllati termicamente. Nella cantina d’invecchiamento sono presenti botti in rovere di Slavonia della capacità da 10 a 50 ettolitri.

A breve distanza dalla cantina si trova il moderno fruttaio tecnologicamente avanzato per l’appassimento delle uve. Anche il fruttaio è dotato di un sistema computerizzato di controllo di temperatura e umidità, e l’edificio ha una capacità fino a 450.000 kg di uva.

Visite all’azienda

Per accogliervi al meglio in azienda e organizzare la vostra visita vi preghiamo di preavvisare telefonicamente, con alcuni giorni d’anticipo rispetto alla data scelta. Dal lunedì al venerdì siamo aperti dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18, mentre il sabato preferiamo ricevervi solo nella mattinata, dalle 9 alle 12 e solo previo appuntamento.

I vini simbolo della Valpolicella: Amarone e Recioto

L’Amarone della Valpolicella, oggi unanimemente considerato il più pregiato dei vini veronesi e uno dei più importanti rossi italiani, nasce dall’evoluzione del Recioto, vino tra i più antichi della storia vitivinicola nazionale.

Dal Recioto all’Amarone

L’Acinatico è senza dubbio l’antenato del Recioto e dell’Amarone. Un tempo in Valpolicella veniva prodotto solo il Recioto, ma con il passare del tempo e il mutare delle stagioni, le uve, sebbene lavorate nella stessa maniera, diedero progressivamente vita, a seguito della fermentazione, a un vino notevolmente più secco rispetto all’originario. Se all’inizio questa trasformazione rappresentò un problema, il nuovo stile di Recioto, secco piuttosto che dolce, si impose facilmente e venne sempre più apprezzato e richiesto.

Nacque così, prendendo il nome dalla sua caratteristica vena amarognola, l’Amarone, i cui primi esemplari furono imbottigliati solo nei primi anni del Novecento per un uso familiare o destinati agli amici. La commercializzazione vera e propria ebbe però inizio nel dopoguerra e nel 1968 arrivò il riconoscimento della Denominazione d’origine controllata (DOC).

Nell’ambito della produzione vinicola totale della Valpolicella l’Amarone rappresenta una piccola percentuale. Grazie ai successi internazionali ottenuti a partire dagli anni Novanta, la produzione di Amarone è sensibilmente aumentata. Tuttavia, trattandosi di un prodotto che richiede un’altissima qualità delle uve e una cura minuziosa e pressoché artigianale, la quantità di vino rimarrà sempre limitata rispetto ai Valpolicella Classico e Classico Superiore, veri e propri vini simbolo e punti di forza della zona.

Per la produzione dell’Amarone e del Recioto della Valpolicella è prevista la messa a riposo di un quantitativo d’uve non superiore al 65% della produzione massima ammissibile che il disciplinare limita a 120 quintali ad ettaro.

Tecniche di produzione dell’Amarone e del Recioto: l’appassimento

Ancor più che in passato oggi le uve sono attentamente selezionate in vigna e una volta raccolte vengono disposte con cura su un unico strato in cassette di plastica. Questo permette una migliore circolazione dell’aria e impedisce lo schiacciamento dei grappoli. Le uve appassiscono all’interno di un ampio fruttaio dotato di un controllo della temperatura e dell’umidità al fine di assicurare un’ideale conservazione dei grappoli e impedendo l’insorgere di muffe. L’impianto di condizionamento opera a temperature analoghe a quelle riscontrabili nel corso dei processi tradizionali. Dai tempi di Cassiodoro, infatti, il metodo di produzione è rimasto pressoché invariato: generalmente le uve vengono raccolte tra la terza decade di settembre e la prima settimana d’ottobre, selezionando accuratamente quelle perfettamente sane e giunte a piena maturità, di modo che possano affrontare con successo la delicata fase dell’appassimento.
Le uve sostano nei fruttai dai tre ai quattro mesi e in questo periodo vengono costantemente controllate e i grappoli girati, sino ad arrivare alla giusta concentrazione degli zuccheri, nella misura del 25-30%. In questa fase così delicata, nelle uve avvengono una serie di complesse trasformazioni, dalla diminuzione dell’acidità alla modifica del rapporto tra glucosio e fruttosio, che favoriscono la concentrazione dei polifenoli e l’aumento considerevole della glicerina e di altre sostanze. Questi processi rendono il vino ottenuto da appassimento completamente diverso da qualsiasi altro prodotto con una normale vinificazione da uve fresche.
Durante l’appassimento delle uve destinate alla produzione di Amarone si verifica anche un interessante sviluppo di resveratrolo (vedi approfondimento), che le più accreditate ricerche in campo medico-scientifico svolte a livello internazionale hanno scoperto possedere straordinarie proprietà benefiche per la salute umana.
Una volta ultimato l’appassimento, in gennaio le uve vengono ulteriormente controllate e quindi sottoposte a pigiatura. La vinificazione avviene secondo metodi tradizionali e si svolge a temperatura ambiente. Il mosto viene lasciato a lungo a contatto con le bucce, e questa fase può protrarsi per alcuni mesi. In tal modo si ottiene un vino che poi richiede lunghi tempi d’affinamento sia in botte che in bottiglia. Il risultato finale è un vino dalle caratteristiche inimitabili e dal gusto originale espressione diretta del territorio e capace di invecchiare per decenni.

L’affinamento in legno

L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia della capacità variabile da 1000 a 5000 litri. Il periodo di maturazione è relativamente corto per il Recioto e più lungo per l’Amarone che deve evolvere e sviluppare tutta la sua potenzialità. Dopo la permanenza in botte, un ulteriore periodo d’affinamento in bottiglia in cantina attende il vino prima della commercializzazione.