Ogni vite ha una vita da raccontare

L'azienda e il vigneto

I vini Tedeschi sono diventati sinonimo di terroir e di Valpolicella in tutto il mondo, grazie ad un lavoro costante e meticoloso in vigna negli anni.
Tedeschi sostiene la ricerca e la sperimentazione, quali strumenti fondamentali per garantire una produzione di qualità. L’azienda, da sempre rispettosa del territorio, è oggi sostenibile, certificata secondo gli standard Biodiversity Friend ed Equalitas.

Nulla può essere lasciato al caso: la profonda attenzione alla vigna implica anche la ricerca di ottenere una perfetta interazione tra caratteristiche del terreno, il microclima, l’esposizione, la scelta delle giuste varietà e il sistema colturale.

Un grande vino – autentico e ricco di carattere – non può che nascere da uve perfette.

In quanto produttori di Valpolicella, di Amarone e di Recioto in Valpolicella da secoli, accanto alle uve autoctone obbligatorie nei vigneti di proprietà vengono coltivate anche piccole percentuali di cultivar meno note ma altrettanto tradizionali in Valpolicella come l’Oseletala Dindarella, la Negrarala Rossignola e la Forselina.

“Siamo convinti che ogni nostro vino debba essere considerato come un figlio della nostra terra e della nostra storia. L’autenticità dei nostri vini nasce da 400 anni di viva passione e di attenta ricerca”

Zonazione e gestione del vigneto

“Abbiamo svelato il carattere di ognuna delle nostre viti, e adesso sappiamo come gestirle”

Nel 2010 è iniziato un lavoro di zonazione e di caratterizzazione dei vigneti della tenuta di Maternigo e della zona Classica. La zonazione, ovvero lo studio pedologico dei vigneti, è da anni vista come il punto di partenza necessario per una viticoltura di qualità; una strada impegnativa e onerosa, ma capace di offrire risultati importanti e permanenti. Riccardo Tedeschi si è da subito posto una domanda: una volta definite le varie zone, sarà sufficiente gestire in modo uniforme quelle che presentano le medesime caratteristiche?. In altre parole, a parità di composizione del terreno, la vite si comporta sempre nella medesima maniera oppure no? Proprio per rispondere a questa domanda, alla zonazione è stata affiancato il lavoro di caratterizzazione. La caratterizzazione analizza il terreno e misura il modo in cui la pianta si esprime da un punto di vista vegetativo. Una volta misurate le differenze, è stato dunque possibile intervenire in maniera mirata e capillare al fine di ottenere uno sviluppo vegetativo e produttivo uniforme della vite nell’intero parco vigneti, con evidenti conseguenze positive sulla qualità dei vini. Il lavoro di zonazione e di caratterizzazione ha permesso di preparare una carta dei suoli: Maternigo ha  evidenziato l’esistenza di 7 diverse aree con caratteristiche pedologiche proprie per giacitura, terreno, sostanza organica e capacità di drenaggio; nella Valpolicella Classica, sia nel vigneto Monte Olmi   sia nel vigneto La Fabriseria sono state invece evidenziate due diverse aree. Per ogni area a vigneto sono state delineate le diverse tipologie di suolo rinvenute. Le analisi mostrano un terroir ad alta vocazione e di grande qualità. Sono le differenze in microelementi, a tratti apparentemente poco significative dal punto di vista quantitativo, a determinare e a definire le peculiarità delle singole parcelle e quindi dei vini prodotti nei diversi vigneti. I risultati ottenuti dalla zonazione e dalla caratterizzazione dei suoli ha avviato una serie di interventi in vigna. Nel tempo è stato portato avanti un processo di inerbimento per rafforzare le difese naturali del vigneto, un piano di controllo dello stress idrico, un innalzamento del contenuto di carbonio organico, un arricchimento del terreno mediante semina di particolari essenze, con lo scopo anche per rafforzare le difese naturali del vigneto, e l’apporto di concimi organici. Stiamo inoltre adottando una lotta integrata tramite l’utilizzo di batteri contro malattie come la tignola e la botrite e di estratti naturali per combattere la peronospora e l’oidio. Oggi, consapevoli di come la composizione del terreno possa influenzare l’aroma di un vino, in modo pionieristico nel territorio della Valpolicella, abbiamo intrapreso uno studio di caratterizzazione aromatica dei vigneti.

La sostenibilità Aziendale

Nel 2018 Tedeschi ha deciso di intraprendere un percorso di certificazione volontaria di sostenibilità dove il processo viene esaminato a tutto tondo e pone un’attenzione particolare a tematiche etiche imposte da certi mercati. Oggi l’azienda è certificata secondo gli standard Biodiversity Friend ed Equalitas, un distintivo progetto di sostenibilità dedicato alla filiera del vino, che alle buone prassi sugli aspetti del sociale, ambientale ed economico affianca indicatori di misura. Tra i vari obblighi della norma, spicca la redazione del bilancio di sostenibilità dove vengono analizzati vari punti, inclusi l’analisi delle aree critiche, gli obiettivi e le azioni di miglioramento. Nel 2019 l’impegno è stato a 360 gradi aggiungendo all’indicatore di biodiversità  il bilancio del carbonio e il bilancio idrico dell’intera organizzazione e dei cru aziendali. A tal proposito l’azienda veronese, dopo aver analizzato tutti i vari processi e i singoli prodotti, ha rilevato che quasi la metà delle emissioni e dei consumi energetici sono da attribuire al packaging. Si è quindi deciso di sostituire le bottiglie destinate all’Amarone, così come per i due cru della Valpolicella, Fabriseria e Maternigo, con bottiglie più leggere rispetto al passato, riducendo in tal modo l’impatto delle emissioni in fase di produzione del vetro e in fase di spedizione del prodotto finito. Scrivici se sei interessato ad approfondire l’argomento e a ricevere copia del Bilancio di Sostenibilità.

“Per le imprese che operano nel settore alimentare come la nostra, questa presa di coscienza si identifica con la capacità di fornire prodotti che coniugano sicurezza alimentare con costanza di fornitura, rispetto dell’ambiente, di prezzo adeguato e in grado di generare valore aggiunto per il cliente nel rispetto delle regole del mercato e della normativa settoriale”.

Il cambiamento climatico

Resistere al caldo, sapersi difendere dalle scottature, maturare il più tardi possibile. Sono solo alcuni dei cambiamenti che l'andamento climatico impone alle uve della Valpolicella e non solo. Tedeschi sperimenta nuove tecniche colturali in vigna per gestire nel migliore dei modi le conseguenze del cambiamento climatico “Sostenere la ricerca in ambito vitivinicolo è un dovere nei confronti di chi apprezza il nostro vino e significa anche fare del bene al nostro territorio. Quando poi sono i cambiamenti climatici a far suonare il campanello d'allarme, è doveroso proteggere il territorio ed il suo patrimonio” spiega Riccardo Tedeschi  “I cambiamenti climatici sono evidenti. Oggi non possiamo evitare di confrontarci con le sfide che arrivano dal surriscaldamento e da fenomeni atmosferici sempre più intensi e proprio per questo preoccupanti”. Grazie anche al prezioso contributo del Prof. Giovanni Battista Tornielli dell’Università di Verona, Tedeschi si sta cimentando in sperimentazioni applicate al lavoro in vigna: si riduce l’apparato fogliare attraverso cimature e defogliazioni in periodi differenti e nella parte mediano-apicale della chioma – al di sopra della zona fruttifera – per ritardare il più possibile la maturazione; si effettuano potature tardive e addirittura doppie che ritardano di fatto l’avvio della vegetazione della pianta; si eseguono trattamenti naturali, ad esempio con alcuni regolatori di crescita vegetali, sempre con l’obiettivo di posticipare la maturazione delle uve tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre.

“La maturazione con temperature più fresche porta diversi vantaggi: maggior complessità e intensità aromatica delle uve e miglior colore del vino, oltre alla caratterizzazione e alla differenziazione del territorio di appartenenza delle uve, ovvero del cru. Siamo in fase sperimentale. La nostra azienda è impegnata a portare avanti le ricerche e i risultati effettivi potranno essere valutati naturalmente solo tra alcuni anni”.

Caratterizzazione aromatica

“Grande esperienza e rigore scientifico è la formula adottata dalla nostra famiglia per garantire un futuro al nostro territorio”

L’impegno dell’azienda Tedeschi per il proprio territorio è evidenziato anche dalla ricerca che la famiglia porta avanti dal 2017 in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e con il Prof. Maurizio Ugliano sugli studi dei caratteri aromatici delle uve e dei vini da singoli vigneti e sui principali fattori coinvolti nella loro espressione, con un focus sull’Amarone, ma anche sul Valpolicella. Una ricerca per ora unica nel suo genere. La geo-tipicità aromatica dei vini è una ricerca per ora unica nel suo genere che permette di enfatizzare le caratteristiche di un territorio e delle sue sottozone, permettendo di far emergere aspetti legati alle culture e alle tradizioni delle singole aree, unendo così l’uomo, parte integrante della filiera, alla geografia del territorio stesso. La caratterizzazione aromatica dei suoli è quindi un altro tassello della ricerca scientifica condotta dalla famiglia Tedeschi, un altro chiaro segnale della passione che l’azienda mette nel cercare di migliorarsi sempre e nel garantire un futuro da protagonista a livello mondiale all’intero territorio della Valpolicella. Studiare questa diversità non significa fare una classifica di quelle che sono le zone migliori o peggiori ma poter avere basi solide sulle quali creare diversi stili per produrre prodotti sempre più interessanti e differenziati. Lo studio si sta svolgendo sulle due varietà Corvina e Corvinone, coltivate in cinque diversi vigneti: Monte Olmi e La Fabriseria nella zona classica, Barila, Impervio e Anfiteatro della Tenuta Maternigo nella Valpolicella orientale.

“Ogni nostro acino e ogni nostro vino hanno una bellissima storia da raccontare”

Corvina

Corvinone

Rondinella

Oseleta

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